Cerda

Comune italiano di 5.417 abitanti della città metropolitana di Palermo, in Sicilia.

Sorge in una zona collinare tra l'Imera Settentrionale e il Torto, ex feudo di Calcusa.

 

Regione: Sicilia

Provincia: Provincia di Palermo

Coordinate  37°54′N 13°49′E - Altitudine   274 m s.l.m. - Superficie   43,83 km²-

 Densità    123,59 ab./km²  - Cod. postale 90010  -  Prefisso   091 - Targa    PA -

 Nome abitanti    Cerdesi

 

 Assetto urbanistico

 Il cuore del paese è la piazza La Mantia che si distende su più piani raccordati da scalinate. Su di essa si affacciano, a sinistra, il Municipio, al centro la Chiesa Madre e, sulla destra, il palazzo Russo. 

 

 Cultura locale

Fulcro dell'economia agricola è il carciofo, per antonomasia l'elemento rappresentativo del paese, riconosciuto come prodotto di eccellenza al quale è stata dedicata una Sagra che si svolge ogni anno ormai da oltre un ventennio il 25 aprile, in cui non mancano eventi intrattenitivi di degustazione e presentazione dei prodotti locali. Intorno all'ortaggio (in lingua locale cacuocciulu o cacuocciula) si è sviluppata una cultura culinaria che vede la preparazione di numerosi e raffinati piatti incentrati su di esso. Altro evento culturale insito nella religione riguarda la cosiddetta tavolata di San Giuseppe o meglio conosciuta come i Virgineddi svolta periodicamente il 19 marzo.

 

Automobilismo

Cerda era una tappa della più antica corsa automobilistica italiana su strada del mondo, la Targa Florio, che fu ideata e realizzata da Vincenzo Florio, magnate dell'industria e del commercio tra i più famosi nella Sicilia del secolo scorso. Si disputò dal 1906 al 1977, sul percorso stradale del circuito delle Madonie.

 A circa 7km dal centro abitato si trovano le "Tribune", ricordo della mitica Targa Florio (comune di Termini Imerese) .

 

Tradizioni religiose

 

La santa patrona di Cerda è la Madonna Addolorata la cui ricorrenza cade il16 agosto. Tradizione religiosa particolarmente rilevante riguarda la processione del venerdì Santo, in cui viene rappresentato l'incontro tra Gesù, adagiato su una bara e la Madonna Addolorata che per tre volte va incontro al Figlio e solo alla terza volta lo riconosce. Le rispettive bare vengono mosse dai confratelli, che animati da un deciso spirito religioso, ripropongono questo suggestivo episodio volgarmente appellato come u riscontru. La santa patrona di Cerda, l'Addolorata, è rappresentata in processione da una statua portante un manto nero intessuto in filigrana di oro zecchino, donato come ex voto alla fine dell'Ottocento, dalla signora Maria Russo, nuora di Antonio Russo, sindaco di Cerda, e dalla stessa pazientemente ricamato.  Culto minore, ma non meno rilevante, riguarda la Madonna della Catena, la cui chiesa, edificata a fine Ottocento, è situata in contrada Baiata distante dal centro abitato, che viene omaggiata con festeggiamenti e processioni religiose l'ultima domenica di agosto. Altre tradizioni religiose riguardano: la Madonna dei Miracoli (cui è intitolata la chiesa posta nella parte alta del paese), San Giuseppe, Santa Lucia, San Pio, la Madonna Assunta.

 

 

Maria SS.Addolorata 

 

La Santa patrona di Cerda  la cui ricorrenza cade il16 agosto.

 

Madonna dei Miracoli 

Onorare la Madonna, con il titolo di Maria SS. dei Miracoli, che raffigura l'Annuncio dell'Angelo a Maria. (cui è intitolata la chiesa posta nella parte alta del paese),

 La festa si svolge giorno 8 Settembre.

 

Madonna della Catena

 

La Festa della Madonna Catena é un appuntamento aspettato con ansia da tutti i Cerdesi e dai Paesi limitrofi che rendono omaggio alla Madre della Catena. La festa si svolge annualmente l’ultima Domenica di Agosto, nella piccola chiesetta campestre alla periferia del paese.

 

San Giuseppe Compatrono di Cerda )

 

Altro evento culturale insito nella religione riguarda la cosiddetta tavolata di San Giuseppe o meglio conosciuta come i Virgineddi svolta periodicamente il 19 marzo. Nell'Ottocento e in buona parte del Novecento esse rappresentavano una mensa riservata ai poveri in onore del santo per la quale si prodigavano numerosi fedeli nella realizzazione dei piatti caratteristici ovvero: pasta con le sarde, la ghiotta (un insieme di finocchi e pinoli), i sfinci (dolci d'uovo) e l'immancabile pane di San Giuseppe il cui strato più esterno viene sapientemente decorato. Durante la tavolata, che adesso vede la partecipazione di grandi e piccini, viene più volte ricordato il santo con il verso Viva Patriarca e San Giuseppi .

Cerda Gallery

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